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Visitare Pisa

Cosa vedere a Pisa.

visitare Pisa

Cosa vedere a Pisa

Visitare Pisa in 1 giorno... non è una buona idea.

A meno che non si sia interessati esclusivamente a vedere di sfuggita la Torre Pendente, per visitare Pisa ritengo occorra almeno un week end.

Se proprio avete i tempi ristretti e una giornata è il massimo che potete dedicare alla visita di una delle città più belle del mondo..vi suggerisco questo itinerario.

Potete scaricarVi questa mappa di Pisa sulla quale proverò ad ipotizzare un itinerario che mi pare interessante.

Partenza stazione-corso Italia!

Arrivati nella Stazione di Pisa Centrale, (1) si inizia il nostro percorso e seguendo i numerini posizionati sulla mappa ci si pùò facilmente orientare per capire dove vogliamo andare....

Premettiamo che la stazione di Pisa centrale è uno dei principali nodi ferroviari della Toscana, confluendovi infatti diverse linee di importanza nazionale. La sua edificazione risale al sec XIX in sostituzione della stazione Leopolda, situata quasi in prossimità della precedente, in Piazza Guerrazzi, la quale diventò uno scalo merci funzionante fino al 1929, anno in cui l'impianto fu dismesso definitivamente.
Attualmente la "Leopolda" è diventata un centro di aggregazione per attività culturali e sociali, con un centro multimediale, una sala-prove per il teatro, la danza e la musica, una fumettoteca e infine una ludoteca che sfruttano le ampie dimensioni della struttura storica a due navate, separate da un'arcata.

Ma tornando al nostro punto di partenza, ossia la stazione centrale, lasciandocela alle spalle, la piazza in cui si arriva è Piazza Vittorio Emanuele II (2), la cui struttura attuale è il frutto di un riassetto urbanistico del XIX sec. in cui furono demolite le vecchie mura Medioevali e la porta San Gilio, una volta la porta che "apriva" in quello che adesso è chiamato corso Italia, conosciuto anche come Carraia del Carmine e che portava appunto in stazione.
Recenti lavori, ultimati nel 2012, hanno dato nuova immagine alla piazza, diventata interamente pedonabile, con l'accesso consentito solo ai mezzi pubblici. La bellezza attuale spicca in particolare per la pietra di Matraia con cui è stata pavimentata e per l'area evidenziata delle antiche fondazioni delle mura medievali. La nuova piazza favorisce un'unità d'insieme Domus Mazziniana, la casa dove Giuseppe Mazzini trascorse gli ultimi anni della sua vita e morì, con annesso un museo in cui si custodiscono gli scritti e i suoi studi e la piazzetta S.Antonio con il suggestivo murales dell'artista americano Harings, situati nelle sue vicinanze.
Sulla piazza Vittorio Emanuele II, inoltre, si affacciano il Palazzo delle Poste Centrali, che all'interno conserva ancora la struttura originale con decorazioni di neoromanico e neogotico e il Palazzo dell’Amministrazione Provinciale (3). Dalla piazza si imbocca poi il famoso Corso Italia, principale asse pedonale cittadino.

Camminando lungo il Corso per circa 400 m, troviamo alla nostra destra la Piazza del Carmine (4) con la Chiesa del XIV sec e il Convento, eretta dall’Ordine dei Carmelitani. Nelle nicchie ci sono le statue di "Sant'Elia" e di "San Giovanni Battista" (1697), mentre l'interno è sontuoso ad una sola navata e conserva una piccola lapide che segna l'altezza di due metri raggiunta dalla piena d'Arno nel 1869.
All'esterno, invece, sul piccolo sagrato si conserva un monumento dedicato allo scultore Nicola Pisano.
Successivamente addentrandosi lungo il corso, si incontra sulla destra, la Piazza Chiara Gambacorti meglio nota come Piazza della Pera (5) nella quale c'era una chiesa con annesso il cimitero di S. Lorenzo in Kinzica, che è stato oggetto recentemente di indagini archeologiche. Negli anni trenta la piazza diventò mercato delle verdure, poi dopo un'esplosione per una fuga di gas che causò la distruzione di un'ampia parte, venne abbandonata e solo negli anni '90, grazie ad un piano di recupero è stata avviata la ricostruzione dell'edificio mancante ed è stato dato alla piazza la sistemazione attuale, diventando luogo di incontro e consentendo soprattutto d'estate l'organizzazione di psettacoli e concerti.

Proseguendo su Corso Italia, sul lato sinistro, troviamo le logge dei Banchi (6), "banchi" perchè si riferiscono proprio alle bancarelle del mercato della lane e della seta che si svolgevano un tempo e anche oggi viene usato talvolta per mercatini di vario genere. Il loggiato è stato edificato tra il 1603 ed il 1605 è costituito da un imponente colonnato del XVII sec, con dodici pilastri. Qui, dal 1865 venne posta la sede dell'Archivio di Stato di Pisa, mentre nei sotterranei delle Logge ci sono i bagni pubblici risalenti ai primi del Novecento, recentemente riaperti.

Poco più avanti troviamo la Piazza del Comune (7) con il Palazzo Gambacorti (8) costruito nel XIV sec. in stile gotico, dimora della famiglia Gambacorti, uno dei più famosi palazzi sul Lungarno. Sul portale rimane lo stemma mediceo e il palazzo oggi è sede dell'Amministrazione comunale. All'interno si conservano gli affreschi sulle vittorie marittime di Pisa.
Proseguendo brevemente lungo il lungarno Gambacorti, spicca il Palazzo Blu: il colore esterno del palazzo, è originale ed è stato trovato sulla facciata sotto gli strati più recenti di pittura. La scelta probabilemente fu di ospiti di San Pietroburgo che soggiornarono nel palazzo in quel periodo. Questo aveva una posizione strategica, all'imboccatura del ponte e per questo motivo, intorno alla metà del Trecento, fu la dimora del primo e unico "Doge" di Pisa. Recentemente è stato restaurato dalla Fondazione Pisa ed è gestito dalla "Fondazione Palazzo Blu" e ospita esposizioni temporanee, l'esposizione permanente delle collezioni d'arte della Fondazione con mobili, dipinti e sculture. L'ingresso alle collezioni è gratuito.
Accanto al palazzo, abbiamo troviamo la Chiesa di Santa Cristina (35) di antiche origini risalenti al IX sec., appartenuta ai Canonici del Duomo.

Proseguendo di un pò su lungarno Gambacorti, avvistiamo anche la Chiesa della Spina (34) in stile decisamente gotico pisano, uno dei più particolari in Europa. La chiesa ha subito moltissimi interventi di restauro a causa del cedimento del terreno per la vicinanza del fiume Arno. Esternamente è ricca di decorazioni, mentre l'interno è molto semplice, avendo un unico ambiente con il soffitto decorato.

Mentre infine, più avanti, su una bellissima piazza verdeggiante, troviamo la Chiesa di San Paolo a Ripa d’Arno (33), conosciuta anche come il Duomo vecchio, risalente al sec XI e menzionata tra i più bei esempi del romanico pisano: la struttura è a croce egizia, sebbene ci siano state successive modifiche; vi è annesso anche l'ex Convento dell’Ordine delle Benedettine e sul retro si trova la cappella dedicata a Sant'Agata.

I Lungarni

Ritornando verso la Piazza del Comune per attraversare il fiume e proseguire la nostra visita della città, ci troviamo su Ponte di Mezzo (10) chiamato anche Ponte "Conte Ugolino", detto di Mezzo perchè situato idealmente nel centro della città, collegando infatti piazza Garibaldi nella parte di Tramontana, a piazza XX Settembre a Mezzogiorno, dove si trovano il Palazzo Pretorio, il Municipio e le Logge di Banchi. Fino al XII secolo Pisa aveva solo un ponte che collegava le due sponde dell'Arno dove è situata la chiesa di Santa Cristina. In origine il Ponte di Mezzo venne realizzato in legno, poi essendo stato distrutto da numerosi incendi nel corso dei secoli, venne stato ricostruito in cemento armato. Questa ricostruzione rappresentò per i cittadini pisani il simbolo della ricostruzione cittadina e fu oggetto di discussioni per scegliere il progetto tanto che ci fu addirittura un referendum popolare.
Suggestivo a Giugno, è un antico gioco che si svolge sul ponte, il "Gioco del ponte" per l'appunto, durante il quale due squadre rivali, rispettivamente appartenenti agli antichi quartieri di mezzogiorno e tramontana, dopo aver sfilato in costume, si scontrano sul ponte e si cimentano a spingere un carrello posto su binari dalla parte opposta avversaria. Vince la squadra che riesce a sconfiggere più volte l’avversario.

A questo punto, la nostra passeggiata continua imboccando Lungarno Galileo Galilei (11) sulla destra, dal quale si può ammirare i suggestivi palazzi che vi si affacciano: Palazzo Lanfranchi (12), abitazione un tempo della famiglia Lanfranchi nel XVI sec, oggi adibito invece a esposizioni e sede del Museo della Grafica. Conserva le collezioni universitarie del Gabinetto Disegni, le Stampe del Dipartimento di Storia delle Arti e la collezione di grafica contemporanea.

A metà tra via San Martino e il Lungarno, incontriamo la Chiesa di San Sepolcro (13) nell'omonima piazza. La chiesa risale al XII sec e trae il nome dalla crociata guidata dall'arcivescovo di Pisa Daiberto, in seguito alla quale i pisani al loro rientro in patria vollero costruire un edificio che fosse chiesa, ospedale, albergo e convento. Per questo motivo venne dedicata ai templari, costruendola con un'originale pianta ottagonale.

Proseguendo, siamo sul lungarno Mediceo, incontriamo il Palazzo Toscanelli (19) con architettura ottocentesca, che in realtà è il risultato di modifiche avvenute nel tempo. Il palazzo oggi è la sede dell’Archivio di Stato, inizialmente situato sopra le Logge Banchi, ma famoso perchè vi soggiornò lo scrittore Lord Byron!

Poco più avanti, la Chiesa di San Matteo (16) costruita nel XI sec con accanto il Museo di San Matteo (17), ex convento delle suore Benedettine. La struttura attuale ad unica navata fu risistemata nel Seicento; mentre nel Settecento fu decorato l'interno con ricchi affreschi barocchi con la Gloria di San Matteo nella volta e le Storie della vita di San Matteo di Sebastiano Conca, Francesco Trevisani, Jacopo Zoboli. Sull'altare c'è un Crocifisso del XIII secolo.

Poco più avanti c'è un altro Ponte, Ponte della Fortezza (14), chiamato in origine Ponte della Spina, fu costruito nel 1957, anch'esso in cemento armato e con le spalle e le pile rivestite in pietra da taglio.

Concludendo quindi la nostra passeggiata su questo lato dei lungarni, ritorniamo verso il Ponte di Mezzo, e incontriamo altri storici palazzi, tra i quali il Palazzo dei Medici (17), noto anche come Palazzo "Vecchio", appartenuto prima alla famiglia Appiano, successivamente alla famiglia dei Medici dal 1446, diventando residenza di Piero Cosimo il Vecchio, mentre Lorenzo il Magnifico vi soggiornò spesso.
Nel 1871 il palazzo venne restaurato trasformandolo da edificio medievale in edificio in stile gotico, sostituendo le antiche finestre in bifore e trifore ed aggiungendo una torre merlata in cotto. Adesso è sede della Prefettura.

Nelle vicinanze, il Palazzo Roncioni (18) del sec XIV conosciuto come scalo Roncioni, costruito intorno alla prima metà del Seicento, ricco di decorazioni in pietra. È‘ famoso nella storia in quanto qui l’antica famiglia pisana dei Roncioni accolse ospiti famosi come Ugo Foscolo, Madame de Staël e Vittorio Alfieri! Di fronte al palazzo si trova appunto lo Scalo Roncioni, uno dei pochi scali commerciali rimasti a testimonianza del periodo marinaro e commerciale della città, oggi adibito a locale notturno.

Infine arriviamo in Piazza Cairoli o della Berlina (20), in passato la Piazza aveva la funzione di mercato. Il nome deriva dall'antica consuetudine di legare alla colonna, ancora presente al centro della piazza, i criminali, che venivano appunto "messi alla berlina" per alcuni giorni e oggetto del castigo del popolo. La berlina scomparve in Toscana con la legge sancì l'abolizione della tortura e della pena di morte nel 1786. Adesso la piazza è luogo di incontro serale per via della presenza di piccoli locali in cui stare in compagnia e ammirare il paesaggio dal lungarno.

Adiacente alla Piazza, c'è la Chiesa di San Pierino in Vinculis (21) costruita tra la fine del XI e inizi del XII sec. dagli Agostiniani. E' famosa nella storia per aver conservato al suo interno i manoscritti del Digesto di Giustiniano I di Bisanzio, noto comunemente come il Corpus Iuris Civilis, consultato solo dai pochi giureconsulti autorizzati per motivi di studio. Attualmente, sono tra i manoscritti più antichi e preziosi conservati nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.

La nostra passeggiata per Pisa prosegue sul lato opposto del fiume, lungo il lungarno Pacinotti (22) che collega Ponte di Mezzo con il Ponte Solferino (23), il terzo ponte presente a Pisa, il quale in origine era denominato ”Ponte Nuovo” in quanto più recente rispetto agli altri due. Questo ponte venne distrutto durante la seconda Guerra Mondiale, venne poi costruito e ma crollò nel 1966 a causa dell’alluvione dell’Arno. Venne infine ricostruito in base alla struttura che si vede attualmente.
Lungo questo percorso si incontrano ancora altri palazzi storici come il Palazzo Reale (24) voluto da Francesco I de’ Medici e realizzato con la particolare costruzione con un arcone, che collega da una parte la chiesa di San Niccola e dall’altra la “Casa delle Vedove”, ossia la casa della famiglia dei Medici, dalla quale le donne della famiglia passavano per recarsi a messa. Attualmente il palazzo è sede della Soprintendenza e del Museo Nazionale, in cui sono esposti le arazzerie e gli arredi che i Medici utilizzavano per addobbare le sale del palazzo. Di particolare rilievo è anche la raccolta degli armamenti antichi del Gioco del Ponte, costituita da oltre 900 pezzi.

Il Palazzo Lanfreducci (25) denominato dai Pisani Palazzo alla Giornata, per via del motto scelto dal suo proprietario, il cavaliere di Malta Francesco Lanfreducci il Vecchio, il quale pose questa iscrizione sopra il portone della sua residenza a testimoniare la precarietà della vita terrena. In realtà, il motto significa nel giorno della battaglia e rappresentava una specie di sfida lanciata ad un avversario. Al palazzo è annessa anche una torre, Torre dei Lanfreducci che è una delle più antiche e meglio conservate di Pisa. Il palazzo oggi è la sede del Rettorato dell'Università di Pisa.
Qui vicino troviamo la Chiesa della Madonna dei Galletti (26) nei pressi dell’antica Porta Aurea. La Chiesa ha una facciata del 1700, l’interno è a navata unica con una cappella su ogni lato e il soffitto ligneo dorato.

Siamo ormai arrivati nell’ultima parte della nostra passeggiata lungo i lungarni: Lungarno Simonelli (27) lungo il quale si affaccia la Cittadella Vecchia con la Torre Guelfa (28) e gli Arsenali Medicei (29): i primi due avevano funzione di fortezza, sia nel Medioevo che nel periodo Mediceo, mentre gli Arsenali svolgevano funzione di rimessa e cantieristica navale.

La Cittadella era un'antica fortificazione verso il mare da cui venivano varate le navi Pisane. L'attuale Torre Guelfa non è quella originale, in quanto questa fu distrutta nel 1944 dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. La torre fu ricostruita ed è aperta al pubblico e da qui è possibile assistere ad una splendida vista della città. Viene chiamata Cittadella Vecchia per distinguerla dalla Cittadella Nuova, che è situata nella parte opposta del ponte ed è l'attuale Giardino di Scotto, edificato nel 1440.
Accanto alla cittadella c’è come già accennato, il Museo delle Antiche Navi Medicee. Nel museo si conserva la documentazione relativa alla scoperta dei resti urbani di un antico porto, voluto da Cosimo I de' Medici e 19 relitti di imbarcazioni di diversa misura risalenti ad un periodo tra la fine dell'età ellenistica e l'età tardo antica.

Anche l'attiguo Ponte della Cittadella (30), inizialmente era in legno del sec XIV, fu distrutto varie volte e poi fu ricostruito. E‘ conosciuto come “Ponte a Mare”, da cui il nome al quartiere. Attraversando il ponte si ritorna sull’altro lato del fiume Arno sul Lungarno Sonnino (31), dove troviamo Porta a Mare (32), un’antica porta sotto l'arco della Cittadella con un tabernacolo in marmo del XVII secolo che racchiude in una teca la Madonna dei Navicellai.

Borgo Stretto

Una volta ultimato il giro dei lungarni, nella nostra passeggiata è d'obbligo addentrasi nel cuore della città per avere un'idea della città in appena un giorno!

Ritornando in prossimità del Ponte di Mezzo, dal lato del lungarno Pacinotti ci ritroviamo in Piazza Garibaldi (36), dedicata appunto a Giuseppe Garibaldi. Alle spalle della statua posta al centro della piazza, c'è il palazzo chiamato ''Casino de Nobili'' perchè prima era abitato da ricche famiglie pisane.
Superata la piazza, si entra in Borgo Stretto (37) prolungamento, per cosi dire, del corso Italia una volta attraversato il ponte.
Questo quartiere ha origini medioevali e da sempre ha avuto una funzione commerciale in quanto sotto i suoi loggiati si trovavano e troviamo tuttora, anche se in veste più moderna, vari negozi che hanno sostituito le antiche botteghe. Ogni tanto camminando si scorge qualche scorcio storico.
Lungo il passeggio spicca la Chiesa di San Michele in Borgo (38), appartenuta ai monaci Benedettini e nel Medioevo ai Camaldolesi. La facciata è in stile romanico pisano con influenze gotiche, su cui ci sono delle incisioni del seicento per l'elezione del rettore dell'Università. La parte superiore ha delle loggette e un tabernacolo con la Madonna col Bambino, mentre l'interno ha tre navate con un antico Crocifisso, dipinti e resti di affreschi del XIII e del XVIII secolo.

Una volta attraversati i portici di Borgo Stretto, possiamo imboccare a destra, Via San Lorenzo, percorrerla per un breve tratto fino ad arrivare in Piazza S. Caterina (39), dov’è situata l’omonima Chiesa di Santa Caterina (41) costruzione in stile gotico pisano, aderente all’Ordine dei Domenicani e il Palazzo del Seminario (42).
Nel corso degli anni l'edificio ha subito numerosi interventi di ristrutturazione in seguito ad un incendio e dopo la Seconda Guerra Mondiale. La facciata è a capanna in marmi bianchi e grigi, il campanile è in cotto, l'interno ha un’unica navata con transetto. Molto bello sul primo altare il dipinto di Raffaello Vanni di Santa Caterina che riceve le stimmate.
Sulla piazza verdeggiante ha sede anche la Scuola Superiore di Sant’Anna (40), istituto universitario pubblico a statuto speciale, attivo nel campo delle scienze applicate sia economiche e manageriali, che Giuridiche, Mediche e Ingegneristiche, operante anche nel settore della Ricerca e formazione in ambito internazionale, ponendosi come punto di riferimento in Italia e all’estero.
Svoltando nuovamente in borgo, a sinistra percorrendo Via Consoli del Mare, si arriva in un’altra importante Piazza della Città, Piazza dei Cavalieri (43) dedicata all’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, in cui si conservano infatti trofei di guerra come la preziosa serie di bandiere, conquistate ai turchi, oltre agli antichi fanali di navi collocati tra le ampie finestre. L'interno ha un’unica navata con una particolare decorazione sulle imprese dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano.
In questa Piazza coesistono diversi edifici, un tempo sede di uffici del ‘‘potere pubblico“:Palazzo dell’Orologio (44) edificio medievale in cui risiedeva il capitano del popolo con annessa la famosa della Fame dove venne rinchiuso e morì il Conte Ugolino Della Gherardesca con i figli e nipoti, noto perché Dante descrisse la sua storia nella Divina Commedia. Il palazzo fu anche infermeria dell'Ordine dei cavalieri di Santo Stefano.
Successivamente diventò della Scuola Normale di Pisa, istituita come scuola di alta formazione da Napoleone Bonaparte sul modello della Ecole Normale di Parigi, mentre la torre fu adibita a biblioteca della scuola stessa e venne costruito un passaggio sotterraneo che la collegava con il Palazzo dei Cavalieri.

In prossimità di Piazza dei Cavalieri, troviamo la caratteristica Piazza delle Vettovaglie (47), nel Medioevo conosciuta come Piazza dei Porci o Piazza del Grano, in quanto era sede di mercati di vario tipo, caratteristica che permane tuttora, con la presenza di bancherelle, enoteche e negozietti.

Da una piccola via si arriva poi in Piazza Dante Alighieri (48) luogo di ritrovo di studenti Universitari, mentre da via Corsica, si arriva alla Chiesa di San Sisto (49). Antichissima Chiesa, del sec XII, in stile romanico, inizialmente era la sede dei più importanti atti notarili del Comune di Pisa. Venne consacrata nel 1133 e dedicata a Santo Sisto, primo antico Patrono di Pisa.
Imboccando via Martiri, proseguendo sempre sulla nostra sinistra per Via Cardinale Ferdinando Capponi, ci dirigiamo a visitare una delle più famose Piazze del mondo.

Sullo sfondo intravediamo infatti l'imponenza della Torre Pendente (50) con la sua altezza di ben oltre i 50 metri, con un peso che si aggira sulle 15.000 tonnellate e la sua caratteristica inclinazione dovuta al cedimento del terreno argilloso sottostante, fin dalla sua costruzione, è la torre è la più famosa del mondo.
La sua edificazione iniziò nel 1173 e con essa l’inizio dell'apparire della sua inclinazione. Essendo la torre, il campanile della cattedrale, ha sette campane, un'altezza di circa 56 metri e nel corso degli anni, aumentando tale inclinazione, venne posto il divieto alle visite del pubblico. A questo proposito, sono stati fatti nel corso die decenni numerosi interventi di stabilizzazione, tra i quali solo con i più recenti, si è riuscita a bloccarne l'aumentare della pendenza, assicurandone il permanere in piedi! Adesso infatti la torre è visitabile, a pagemento, cosi come il resto dei monumenti sulla Piazza del Duomo.

Piazza dei Miracoli

Dirigiamoci quindi verso la splendida Piazza dei Miracoli (51) conosciuta in tutto il mondo per la coesitenza di quattro unici monumenti che per questo motivo le hanno fatto attribuire tale appellativo! Aldilà di questo, i quattro monumenti rappresentano anche il ciclo della vita: l'esistenza, la nascita e la morte.
Durante il periodo mediceo e lorenese furono poi edificati diversi edifici. La loro attuale collocazione è stata ideata dall’arch. Alessandro della Gherardesca nel sec XIX con la demolizione delle costruzioni preesistenti, ma la piazza esisteva già in epoca altomedioevale, in quanto qui sorgeva una chiesa dedicata a Santa Maria. Le ultime modifiche sono state apportate all'inizio del XX secolo durante l'epoca fascista aggiungendovi il monumento dedicato alla Lupa di Roma nel pratino a nord del campanile e i diciassette cipressi piantati lungo l'estremità est della piazza in memoria di altrettanti militanti fascisti deceduti.
Ma descriviamo con maggiore precisione questi monumenti.
II Duomo di Pisa (52) è in stile romanico Pisano, dedicato a Santa Maria Assunta, che inizialmente era conosciuta come Santa Maria Maggiore. L'interno è rivestito di marmi bianchi e neri, il soffitto è a cassettoni dorati con affreschi. Nel 1595 ci fu un incendio che provocò gravi danni, distruggendo molte opere medievali; ma fortunatamente tra le opere che si salvarono rimanse anche il bellissimo mosaico nell'abside di Cristo in Maestà, affiancato dalla Vergine e da San Giovanni Evangelista, attribuito a Cimabue. L'altare, di Giovanni Pisano, invece è una delle opere che meglio rappresentano la storia del Cristianesimo raffigurando le scene del Nuovo Testamento. Non è però quello originale, distrutto dall'incendio e smontato durante i lavori di restauro, venne ricostruito in una posizione diversa rispetto a quella originale.

Il Battistero (53) risale al sec XII, la facciata è gotica, dedicato a San Giovanni Evangelista, al centro ha la Fonte Battesimale dedicata a San Giovanni Battista. Sostituisce in realtà un battistero precednete più piccolo. La pecuiliarità del Battistero è comunque la sua eccezionale acustica.

Il Camposanto Monumentale (54) sec XIII, anch'esso in stile gotico, ha un chiostro interno destinato a luogo di sepoltura di famosi uomini pisani. Secondo una leggenda, il Campo Santo nacque intorno ad uno strato di terra portato dalla Terrasanta via nave dopo la Terza Crociata dall'arcivescovo Ubaldo Lanfranchi nel XII secolo. Le pareti in origine erano affrescate con le Storie dell'Antico testamento nella galleria nord, mentre con le Storie della Genesi nella galleria sud. L'affresco più importante è il Trionfo della Morte di Buonamico Buffalmacco, ma in seguito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, scoppiò un incendio che bruciò le travi in legno del tetto, che collassò danneggiando molte opere. Ancora oggi si svolgono lavori di restauro per recuperare le preziose sinopie, esposte nel Museo delle Sinopie (56), a sud della piazza. Quest'ultime sono i disegni preparatori degli affreschi, opera di diversi artisti famosi del tempo che ricoprivano le pareti del Camposanto ma che furono distrutti o danneggiati l'incendio.
I disegni vennero scoperti dopo che vennere tolti dalle pareti gli affreschi da restaurare.

Poco distante troviamo il Museo dell’Opera del Duomo (55) gestito dall'Opera Primaziale Pisana, inaugurato nel 1986 allo scopo di rendere visibile e comprensibile lo sviluppo dell'arte pisana e in particolare della scultura medievale, che fino ad allora erano divisi in varie sedi. Le sculture più importanti infatti erano state montate dai monumenti durante i restauri: alcune erano state collocate nel Museo Civico, diventato Museo Nazionale di San Matteo; altre erano andate disperse nei magazzini dell'Opera durante le guerre; altre ancora, erano finite nel Camposanto monumentale.
Oltre alle sculture, nel Museo dell'Opera del Duomo è stato raccolto anche il Tesoro del Duomo, costituito dagli argenti, una piccola raccolta di arredi fissi, i paramenti sacri e i codici liturgici. A completare, è stata inserita anche una sezione sulle antichità egizie, etrusche e romane esposte inizialmente nel Camposanto.

Per rientrare in Stazione si può percorrere la centrale Via Roma, dove incontriamo il più antico Orto Botanico (57) d’Europa, creato da Luca Ghini, medico e botanico di Imola, finanziato dal granduca di Toscana Cosimo I de' Medici. L'orto originale sorgeva nel giardino dell Convento di San Vito, nei pressi della Cittadella e dell'Arsenale mediceo ed era chiamato Giardino dell'Arzinale. Successivamente, con la demolizione del convento, l'orto si estese nell'area attuale. Le sue collezioni sono costituite da pochi esemplari in quanto lo scopo è quello di dimostrare la biodiversità a scopo didattico e far vedere le specie nel loro habitat naturale. Inoltre qui si conservano anche le collezioni nella banca semi, che comprendono molti esemplari di poche specie, selezionate tra quelle minacciate.

Ritornando verso la stazione

Continuando su per Via Roma si giunge in breve a Ponte Solferino, si attraversa l’Arno, si percorre Via Crispi e poco dopo si trova Piazza Sant’Antonio (58) con l'omonima Chiesa di Sant'Antonio (59) omonima del sec XIV, fondata nel 1341 insieme ad un convento, poi distrutto nella seconda guerra mondiale, Su un lato della chiesa spicca il murales di Haring (60) dipinto dall'artista americano in visita a Pisa nel 1989. Da Piazza Sant'antonio si può raggiungere velocemente a piedi la vicina stazione dei treni.

Ti suggerisco di leggere anche i miei appunti sul Duomo di Pisa e anche quelli specifici sulla torre di Pisa

 

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